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Bassotto arlecchino pelo lungo: tre cose che il mantello a macchie rivela sulla sua salute

📅 19 Settembre 2026✍️ di Davide Latini⏱️ 10 min di lettura

Stai spazzolando il tuo bassotto arlecchino pelo lungo quando noti qualcosa che non ricordavi: una zona di pelo più rado, quasi trasparente, proprio vicino a una delle macchie chiare. Il cane non si gratta, mangia regolarmente, dorme sereno. Eppure quella zona ti resta in testa. Cerchi sul telefono, trovi mille risposte diverse, torni a guardare il cane e non sei più sicuro di niente.

Questo è esattamente il momento in cui non serve allarmismo: serve un metodo.

Il mantello del bassotto arlecchino pelo lungo è uno dei più leggibili in assoluto, a patto di sapere dove guardare. Il colore non è solo un capriccio genetico: è una mappa che racconta pigmentazione, struttura cutanea e, indirettamente, alcuni aspetti della salute sensoriale dell’animale. Imparare a leggerla significa osservare meglio, preoccuparsi di meno — e intervenire al momento giusto.

Cos’è davvero l’arlecchino nel bassotto pelo lungo

Il termine “arlecchino” nel bassotto indica un pattern di pigmentazione detto dapple (in italiano a volte tradotto come “pomellato” o “maculato”): macchie chiare, quasi argentate o bianche, che si sovrappongono a un fondo più scuro — nero, cioccolato, crema o fulvo. Quando le macchie sono particolarmente estese e il fondo chiaro domina, si parla di double dapple, una combinazione che porta con sé implicazioni importanti di cui parleremo.

Nel pelo lungo, questo schema cromatico si esprime su un mantello che può raggiungere i quattro-cinque centimetri di lunghezza sui fianchi, con ciuffi morbidi sulle orecchie, sul petto, sulle zampe posteriori e sulla coda a forma di pennacchio. La texture è setosa, non ondulata come nel pelo duro, e tende ad appiattirsi con l’umidità. Proprio la lunghezza del pelo rende più difficile — ma non impossibile — l’ispezione della cute sottostante.

In 60 secondi: come ispezionare il mantello con metodo

Prima di preoccuparti o di tranquillizzarti troppo in fretta, dedica un minuto a questa sequenza. Falla con il cane disteso su un fianco, su una superficie stabile, alla luce di una finestra.

1. Conta le zone bianche o molto chiare

Le aree prive di pigmento — quelle che nel dapple appaiono quasi bianche o color crema pallido — sono le prime da esaminare. Passa le dita contropelo: la cute sotto dovrebbe avere lo stesso aspetto della cute nelle zone scure. Se senti asperità, crostine o vedi arrossamenti localizzati proprio lì, annotalo mentalmente.

2. Cerca la simmetria della distribuzione

Le macchie del dapple non sono simmetriche per definizione, ma la cute dovrebbe avere un aspetto uniforme su tutto il corpo. Una zona di diradamento che segue esattamente il bordo di una macchia chiara può indicare una sensibilità della pelle in corrispondenza delle aree ipopigmentate.

3. Controlla occhi e orecchie nelle zone adiacenti alle macchie bianche

Osserva gli occhi: un bassotto arlecchino puede avere uno o entrambi gli occhi di colore blu (in tutto o in parte), ed è del tutto normale. Quello che vale la pena notare è se un occhio è significativamente più piccolo dell’altro, se la pupilla sembra di dimensioni diverse, o se il cane sbatte spesso le palpebre in ambienti luminosi. Anche i padiglioni auricolari vanno guardati: nei bassotti con grandi aree bianche intorno all’orecchio, la cute del condotto può essere più delicata.

4. Valuta il pelo nelle aree chiare: cedimento o normale?

Afferra delicatamente un piccolo ciuffo di pelo in una zona chiara e in una zona scura. Il pelo non dovrebbe cedere facilmente in nessun caso: se in una zona specifica si stacca con meno resistenza del solito, è un segnale da segnalare al veterinario, non da ignorare.

Il perché: cosa c’è sotto il colore

Il pattern dapple è prodotto dal gene SILV (a volte indicato come gene M, da “merle”), che modifica la distribuzione dei melanociti — le cellule che producono il pigmento melanina — durante lo sviluppo embrionale. Nelle aree chiare, i melanociti sono assenti o ridotti di numero: la cute produce poco o nessun pigmento eumelanico (marrone-nero) o feomelanico (giallo-rosso).

Questo non è una malattia: è una caratteristica della razza. Ma ha due conseguenze biologiche che ogni proprietario dovrebbe conoscere.

La prima riguarda la cute. Le aree ipopigmentate hanno una barriera cutanea leggermente diversa rispetto alle zone pigmentate: possono essere marginalmente più sensibili all’esposizione solare prolungata e a certi agenti irritanti. Non è una vulnerabilità drammatica, ma vale la pena considerarla in estate o in ambienti con superfici abrasive.

La seconda riguarda udito e vista. Il gene SILV in doppia copia — cioè quando un bassotto eredita l’allele dapple da entrambi i genitori, il cosiddetto double dapple — è associato a un rischio elevato di deficit sensoriali: microftalmo (occhio più piccolo del normale), anoftalmo (assenza di un occhio), sordità monolaterale o bilaterale. I soggetti double dapple si riconoscono spesso dall’abbondanza di bianco nel mantello, specialmente su testa, collo e zampe. Un bassotto arlecchino che viene da un allevamento serio non dovrebbe essere un double dapple, ma se hai dubbi sull’origine del tuo cane, il veterinario può valutare.

La trappola del “pelo lungo che nasconde tutto”

Il pelo lungo del bassotto arlecchino è bellissimo — e tradisce facilmente il proprietario. A differenza del pelo corto, dove un arrossamento o una perdita circoscritta si vedono quasi subito, il mantello lungo può mascherare settimane di evoluzione silenziosa. La trappola più comune è affidarsi all’aspetto esteriore: il pelo è lucido, la silhouette è ordinata, dunque tutto bene. Ma il pelo può rimanere lucido anche quando la cute sottostante sta attraversando una fase di irritazione o di cambiamento.

L’abitudine da costruire è toccare, non solo guardare. Durante ogni sessione di spazzolatura — idealmente due o tre volte a settimana per un pelo lungo di questa qualità — passa le dita sulla cute in almeno tre zone: il collo sotto le orecchie, i fianchi in corrispondenza delle macchie chiare, e la base della coda. Bastano trenta secondi in più, e ti danno informazioni che gli occhi non possono darti.

Spazzolatura: il protocollo pratico

Il pelo lungo del bassotto arlecchino non è difficile da gestire, ma ha le sue regole. Un mantello trascurato si annoda rapidamente nella zona del petto, dietro le orecchie e nelle ascelle, zone dove il pelo è più lungo e il movimento della zampa crea attrito continuo.

  1. Inizia dalle orecchie. Sono la zona più soggetta ai nodi. Usa uno spazzolino a punte morbide o un pettine a denti larghi, partendo sempre dalle punte e risalendo verso la radice. Mai strappare: se incontri un nodo resistente, tienilo alla base con una mano per non tirare la cute.
  2. Prosegui con fianchi e schiena. Qui il pelo è più lungo e piatto. Spazzola in direzione di crescita, poi passa contropelo per arieggiare il sottopelo (nei mesi più freddi tende ad ispessirsi).
  3. Controlla il petto e le ascelle. Solleva delicatamente la zampa anteriore e ispeziona l’ascella: è il punto dove si formano i nodi più ostinati. Se sono piccoli, un pettine a denti fini li scioglie. Se sono compatti e aderenti alla cute, non forzare.
  4. Termina con la coda e gli arti posteriori. La coda del bassotto pelo lungo ha un pennacchio che si annoda in coda al corpo durante le passeggiate. Una spazzolatura regolare mantiene il pelo aperto e permette di vedere subito eventuali corpi estranei (rametti, semi, ecc.).
  5. Chiudi con un’ispezione visiva della cute. Dopo aver spazzolato, allarga il pelo in tre o quattro punti e guarda la cute: dovrebbe essere rosa uniforme, senza rossori, squame o zone grasse. Annusa anche: un odore pungente localizzato può indicare qualcosa che merita attenzione.

Bassotto arlecchino pelo lungo in Italia: Nord, Centro e Sud

Il clima italiano crea situazioni molto diverse per questo tipo di mantello, e vale la pena saperlo prima che diventi un problema.

Al Nord, dove gli inverni sono lunghi e le case vengono riscaldate con termosifoni ad alta temperatura, l’aria interna diventa molto secca da novembre ad aprile. Il pelo lungo del bassotto soffre dell’aria secca: si elettrizza, si spezza alle punte e, nelle zone chiare dove la cute è meno protetta dal pigmento, può comparire forfora secca. Un umidificatore nell’ambiente in cui il cane dorme, o almeno una ciotola d’acqua vicina al calorifero, aiuta a mantenere l’umidità sopra il 40%.

Al Centro, dove le stagioni intermedie sono lunghe e i pavimenti in ceramica o cotto sono comuni, il bassotto tende a sdraiarsi sulle superfici fredde in estate. Le zone chiare del ventre, a diretto contatto con il pavimento, meritano un’ispezione periodica: le superfici abrasive o chimicamente trattate possono irritare la cute ipopigmentata più facilmente.

Al Sud e nelle zone costiere, il sole estivo è il fattore principale. I bassotti arlecchino con grandi aree bianche sul dorso non andrebbero esposti al sole diretto nelle ore centrali della giornata in estate. Non si tratta di una regola assoluta, ma di buon senso: una passeggiata nelle prime ore del mattino o dopo le diciotto vale più di qualsiasi precauzione reattiva.

In montagna, l’escursione termica e il manto nevoso riflettente vanno tenuti presenti. I cristalli di neve che si attaccano al pelo lungo — specialmente sul petto e sugli arti — si sciolgono a contatto con il calore corporeo e bagnano la cute. Asciugare bene il cane dopo ogni uscita invernale non è un vezzo: è prevenzione concreta.

Udito e vista: come osservarli senza strumenti

Se il tuo bassotto arlecchino viene da origini incerte o se nel mantello domina il bianco su testa e collo, vale la pena fare alcune osservazioni semplici nei primi mesi di vita — o appena arrivi a casa con un adulto che non conosci bene.

Per l’udito: chiama il cane con voce normale quando è girato dall’altra parte e non può vederti. Un cucciolo sano risponde a partire dalle tre-quattro settimane di vita. Se il cane non reagisce al suono da un solo lato — puoi provare battendo delicatamente le mani a destra e poi a sinistra, fuori dalla sua visuale — potrebbe esserci una sordità monolaterale. Non è detto che sia un problema grave nella vita quotidiana, ma il veterinario dovrebbe saperlo.

Per la vista: osserva come il cane si muove in ambienti nuovi e al buio. Un bassotto con deficit visivo tende a rallentare molto, a urtare oggetti bassi o a evitare le zone d’ombra. Se gli occhi hanno una componente blu molto marcata o se uno sembra più piccolo, segnalalo alla prima visita.

Questi segnali = chiamata al veterinario oggi

  • Perdita di pelo circoscritta a una o più macchie chiare, anche senza grattamento visibile.
  • Cute arrossata, ispessita o con crostine nelle zone ipopigmentate.
  • Occhio visibilmente più piccolo dell’altro, oppure occhio che produce secrezione abbondante e frequente.
  • Il cane non risponde ai suoni da un lato, o smette di reagire a stimoli sonori a cui reagiva prima.
  • Nodi molto aderenti alla cute che non si sciolgono con il pettine e che il cane difende al tatto.
  • Odore pungente localizzato su una zona del corpo, anche senza lesioni visibili.
  • Mantello che perde lucentezza in modo rapido e generalizzato, non spiegato dalla stagione.

Quattro abitudini che fanno la differenza nel tempo

  • Spazzola con le mani prima che con lo strumento. Ogni sessione inizia con una passata rapida delle dita sulla cute: è il modo più diretto per sentire variazioni di temperatura, asperità o nodi nascosti.
  • Annusa il pelo dopo la spazzolatura. Un mantello sano odora di cane pulito, non di rancido né di agro. Imparare l’odore normale del tuo bassotto ti permette di notare subito quando qualcosa cambia.
  • Controlla le zone bianche con luce diretta. Una volta al mese, in piena luce naturale, esamina le aree chiare del mantello con attenzione. Sono quelle che cambiano per prime.
  • Tieni un appunto delle variazioni. Non serve un diario medico: basta una nota sul telefono con data e descrizione. Se dopo due settimane la zona è identica, probabilmente era niente. Se è cambiata, hai un’informazione preziosa da portare dal veterinario.

Il mantello del bassotto arlecchino pelo lungo non è solo il biglietto da visita di questo cane straordinario. È anche il suo modo di comunicare. Chi impara a leggerlo non ha meno domande — ne ha di più precise, e quelle contano.

Fonti

Davide Latini

Davide Latini, fin da bambino circondato da numerosi animali in famiglia, ha lavorato come assistente presso una clinica veterinaria di quartiere, occupandosi spesso della gestione post-operatoria e della valutazione comportamentale di cani. Oggi si dedica a scrivere consigli utili per la salute e il benessere di cani e gatti, partendo dalle esperienze vissute.

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