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Bassotto nano cioccolato: tre misure fisiche che dicono se la tua taglia è quella giusta

📅 9 Settembre 2026✍️ di Davide Latini⏱️ 9 min di lettura

Arriva il momento in cui lo guardi sul divano, raggomitolato come un salame color cioccolato fondente, e ti chiedi: è normale che sia così? Non allarmato, solo curioso. Quella schiena lunga e bassa, quelle zampe corte e salde, quel torace che sembra un barile piccolo ma deciso — è davvero tutto nella norma, o c’è qualcosa che dovresti misurare meglio? Hai preso un bassotto nano cioccolato, non un bassotto standard, quindi i numeri cambiano. E il colore del mantello, quella variante cioccolato tanto cercata, porta con sé qualche caratteristica in più che vale la pena conoscere.

Il punto è questo: il bassotto nano cioccolato è un cane costruito per stupire con le proporzioni. Ma quelle stesse proporzioni, se non le leggi bene, ti possono ingannare. Un chilo in più su quattro chili totali è il 25% del peso corporeo: su un Labrador è quasi invisibile, su di lui è già tanto.

Conoscere il tuo cane vuol dire saperlo guardare, toccare e ascoltare. Il resto lo fa il veterinario.

Cos’è davvero il bassotto nano cioccolato: la razza spiegata in tre numeri

Il bassotto — in tedesco Dackel o Teckel — esiste in sei varianti ufficiali riconosciute dal FCI (Fédération Cynologique Internationale): tre taglie (standard, nano, toy o kaninchen) per tre tipi di pelo (corto, lungo, duro). Il bassotto nano, detto anche Zwerg-Dackel, si distingue per il perimetro toracico: nella taglia nano, misurato all’altezza del punto più largo del torace, non supera i 35 centimetri. Il peso ideale si aggira tra i 3,5 e i 5 chilogrammi per i soggetti adulti, anche se le linee di allevamento italiane presentano qualche variazione.

Il colore cioccolato — tecnicamente detto marrone nel registro FCI — è prodotto dalla combinazione dei geni b/b (locus B, detto brown locus), che sostituisce il nero con un pigmento bruno caldo. Il risultato è un mantello che va dal nocciola scuro al cacao intenso, spesso con riflessi ramati alla luce del sole del pomeriggio. Occhi color ambra o nocciola chiaro, naso e unghie del medesimo tono caldo: sono tutti segni che la pigmentazione è coerente e il soggetto è geneticamente marrone “di base”, non diluito.

Perché importa il colore, dal punto di vista pratico? Perché il gene b in alcuni ceppi è associato a una maggiore sensibilità cutanea. Non è una certezza, ma è una tendenza osservabile: pelle più chiara, pigmentazione ridotta nelle zone meno esposte, e a volte una cute che richiede qualche attenzione in più sotto il pelo.

In 60 secondi: il tuo bassotto nano è in forma?

Prima di qualunque altra cosa, impara questo gesto. Mettilo in piedi sul pavimento, di fronte a te. Poi passa.

1. Il test delle costole

Appoggia entrambi i pollici sulla colonna vertebrale, poi fai scorrere le dita verso i fianchi. Dovresti sentire le costole sotto le dita — con una leggera pressione, non premendo forte — come i tasti di una fisarmonica. Se le costole non si sentono affatto, c’è uno strato di grasso eccessivo. Se sporgono in modo netto senza alcuna pressione, il cane è sottopeso. La via di mezzo è la forma corretta.

2. Il profilo dalla vita

Guardalo di lato. Dietro le costole, la pancia dovrebbe risalire leggermente verso l’inguine: è la cosiddetta “incavatura addominale”. Nel bassotto nano questa curva è meno pronunciata che in un levriero, ma deve esserci. Se il ventre è perfettamente piatto o addirittura pendulo, vale la pena parlarne col veterinario al prossimo controllo.

3. Il metro da sarto sul torace

Prendi un comune metro da sarto (quello che si usa per cucire) e misura la circonferenza del torace appena dietro le ascelle anteriori, nel punto più largo. Per un nano adulto, 30-35 centimetri è la fascia di riferimento FCI. Segna il numero su un foglio con la data: avere due o tre misurazioni nel tempo è più utile di una sola.

4. La colonna da guardare, non solo toccare

Guardalo dall’alto, come se lo stessi fotografando dal soffitto. La schiena dovrebbe essere dritta, senza curvature laterali evidenti. Se noti una sporgenza anomala nella zona centrale della colonna, o se il cane fatica a girarsi su sé stesso, è un segnale da non ignorare.

Perché quella schiena lunga non è solo una questione estetica

Il bassotto è il cane con il rapporto lunghezza/altezza più estremo tra tutte le razze. Questa caratteristica ha un nome preciso: acondroplasia, una condizione in cui le ossa lunghe degli arti crescono meno del normale per via di una variazione nel gene FGF4 (fattore di crescita dei fibroblasti). Il risultato è un corpo allungato su zampe corte — elegantissimo e funzionale per scavare tane, come i bassotti facevano originariamente con i tassi — ma con una colonna vertebrale che lavora in modo diverso rispetto a quella di un cane con arti proporzionati.

I dischi intervertebrali di un bassotto, in particolare, sono soggetti a un processo chiamato mineralizzazione condroide: i dischi che normalmente fungono da cuscinetti tra le vertebre tendono a diventare meno elastici con l’età. Questo non vuol dire che ogni bassotto avrà problemi alla schiena — molti vivono 15 anni senza un singolo episodio — ma vuol dire che il soggetto va osservato con attenzione, e che certi comportamenti quotidiani possono fare la differenza.

Saltare ripetutamente da divani e letti, scale fatte di corsa, sovrappeso anche minimo: sono tutte variabili che il proprietario può controllare, e che hanno un impatto reale sulla qualità di vita a lungo termine dell’animale.

La trappola della “robustezza apparente”

Questa è la trappola in cui cade quasi ogni proprietario di bassotto nano al primo anno. Il cane sembra tozzo, massiccio, quasi naturalmente “tarchiato” — e allora si tende a pensare che qualche etto in più non conti. Ma su un cane che dovrebbe pesare quattro chili, un chilo in eccesso equivale a un 25% di sovrappeso: una percentuale che su un adulto umano di settanta chili sarebbe diciassette chili in più. Il confronto visivo inganna perché la taglia è piccola e il pelo cioccolato — specie quello corto e lucido — maschera bene i contorni.

La prova concreta? Metti la mano piatta sul fianco e premi dolcemente verso la colonna. Se senti le costole, bene. Se non le senti affatto, non è robustezza: è adipe in eccesso, e merita una conversazione col veterinario.

Il colore cioccolato e la cute: cosa osservare

Il mantello cioccolato del bassotto nano — corto, lucido e aderente al corpo — è relativamente facile da gestire, ma la pigmentazione ridotta della pelle nelle zone meno esposte merita qualche attenzione in più rispetto a un soggetto nero o fulvo scuro.

Guarda con regolarità le zone che il pelo copre di meno: ascelle, inguine, pieghe del collo sotto il collare. Nei bassotti cioccolato la pelle in quelle zone può apparire più chiara o leggermente rosata. Non è necessariamente un problema, ma è il posto in cui si vedono prima le irritazioni, le arrossature o le piccole lesioni da sfregamento. Un’ispezione settimanale, magari durante la sessione di spazzolatura, è sufficiente.

Annusa anche. Un bassotto pulito ha un odore neutro o leggermente caldo — quello tipico del cane in salute. Un odore acido, dolciastro o ferroso nelle pieghe cutanee è un segnale da riferire al veterinario.

Bassotto nano cioccolato in casa italiana: Nord, Centro, Sud

In Italia il bassotto nano vive spesso in appartamento, e le condizioni cambiano molto a seconda della zona.

Nord — termosifoni e pavimenti freddi: nei mesi più freddi, molti bassotti italiani del Nord passano ore sui termosifoni o accanto a stufe a pellet. Il calore secco può disidratare la cute già sensibile dei soggetti cioccolato. Assicurati che abbia sempre acqua fresca a disposizione e che il suo giaciglio non sia direttamente sulla fonte di calore.

Centro — sbalzi termici tra interno ed esterno: la classica casa con il balcone soleggiato e l’interno fresco crea sbalzi che un bassotto nano gestisce peggio di un cane più grande. Le uscite mattutine d’inverno, con l’aria umida delle valli appenniniche, possono raffreddare un cane basso da terra in pochi minuti. Un tappeto antiscivolo in corridoio, dove spesso atterra dopo le uscite, riduce il rischio di scivolate e microtraumi alle zampe.

Sud e isole — caldo e superfici dure: le estati lunghe mettono a dura prova i cani bassi da terra, che assorbono calore dal pavimento (piastrelle, asfalto, terrazze). Il bassotto nano va tenuto all’ombra durante le ore centrali della giornata e, se abita in terrazzo, è bene avere sempre una zona fresca e riparata dove possa sdraiarsi. Le superfici dure come il marmo dei vecchi appartamenti meridionali, in casa, vanno integrate con tappetini antiscivolo davanti alle scale e al divano.

Le scale, il divano e il protocollo del salto

Il salto ripetuto da superfici elevate è uno dei fattori di rischio più documentati per la colonna del bassotto. Non vuol dire che il cane non possa mai saltare — ma vuol dire che ridurre il numero di salti quotidiani ha un senso concreto e misurabile nel lungo periodo.

  1. Posiziona una rampa o dei gradini appositi accanto al divano e al letto, se il cane dorme con te. Esistono modelli compatti pensati per cani di piccola taglia, venduti in molti negozi per animali italiani.
  2. Insegna al cane a usare la rampa prima di permettergli di salire: qualche sessione con un piccolo premio funziona bene e non richiede competenze particolari.
  3. Se hai le scale in casa, valuta se il cane può farle in autonomia. Fino a sei mesi di vita, il cucciolo di bassotto nano dovrebbe fare le scale portato in braccio o con molta supervisione.
  4. Antiscivolo sui pavimenti lisci: un cerotto antiscivolo sul bordo dei gradini o un tappeto runner in corridoio costano poco e riducono concretamente le microtraumi quotidiani alle zampe e alle anche.
  5. Dopo una caduta, anche apparentemente banale, osserva il cane per almeno 24 ore: andatura, postura, voglia di muoversi. Se qualcosa non torna, chiama il veterinario.

Abitudini quotidiane che fanno la differenza

  • Pesa il cane ogni mese con una bilancia da cucina (mettilo dentro una borsa da spesa capiente appoggiata sulla bilancia, poi sottrai il peso della borsa): hai un numero reale, non un’impressione visiva.
  • Spazzola il mantello corto una volta a settimana: non perché ne abbia bisogno come il pelo lungo, ma perché è il momento migliore per ispezionare cute, orecchie e zampe con calma.
  • Controlla le orecchie ogni settimana: il bassotto nano ha le orecchie a ciondolo, che riducono la ventilazione del canale uditivo. Un odore sgradevole o una secrezione anomala sono segnali da non rimandare.
  • Mantieni le passeggiate brevi e regolari piuttosto che rare e lunghe: venti minuti due volte al giorno stancano meno la schiena di un’unica camminata intensa nel weekend.
  • Non permettere ai bambini di sollevarlo afferrandolo solo per le zampe anteriori: il peso del corpo posteriore “appeso” crea una trazione sulla colonna. Si prende con una mano sotto il petto e una sotto i quarti posteriori.
  • Toelettatura delle unghie ogni tre-quattro settimane: unghie lunghe alterano il modo in cui il cane appoggia le zampe e modificano la postura, con effetti a cascata sulla schiena.

Il bassotto nano non è un cane fragile — è un cane costruito in modo preciso. Conoscere quella precisione è il miglior regalo che puoi fargli.

Questi segnali = chiamata al veterinario oggi

  • Il cane zoppica, trascina una o entrambe le zampe posteriori, o le zampe cedono improvvisamente.
  • Urla o guaisce toccandogli la schiena o il collo, anche con una pressione leggera.
  • Rifiuta di muoversi, non vuole salire o scendere da superfici che prima affrontava senza problemi.
  • La schiena appare ingobbita o il collo è tenuto rigido e basso in modo insolito.
  • Perde il controllo della vescica o dell’intestino senza preavviso.
  • Odore intenso e secrezione dalle orecchie, grattamento costante alla testa.
  • Perdita di peso rapida (più di mezzo chilo in due settimane) senza cambiamenti nella dieta.
  • Arrossamento, gonfiore o lesioni cutanee nelle pieghe che non migliorano in 48 ore.

Fonti

Davide Latini

Davide Latini, fin da bambino circondato da numerosi animali in famiglia, ha lavorato come assistente presso una clinica veterinaria di quartiere, occupandosi spesso della gestione post-operatoria e della valutazione comportamentale di cani. Oggi si dedica a scrivere consigli utili per la salute e il benessere di cani e gatti, partendo dalle esperienze vissute.

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