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Il tuo cane ulula nel sonno? Cosa sta facendo il suo cervello in quel momento

📅 20 Settembre 2026✍️ di Elisabetta Cremonesi⏱️ 8 min di lettura

È notte fonda. Il cane è sdraiato sul suo tappeto, le zampe che si muovono appena, il respiro regolare. Poi comincia: un suono basso, quasi un mugugno, che sale lentamente fino a diventare un ululato vero, sostenuto, con tanto di testa che si solleva di qualche centimetro. Poi silenzio di nuovo, come se nulla fosse successo. Il cane non si è svegliato. Tu sì.

La prima reazione, quasi sempre, è alzarsi di scatto e chiedersi se sta male, se ha paura, se c’è qualcosa che non va. La seconda è restare immobili, in attesa, senza sapere cosa fare.

Il sonno racconta. Chi sa cosa ascoltare non si spaventa — e non ignora nemmeno i segnali che contano davvero.

Cosa succede davvero mentre il cane dorme

Come gli esseri umani, i cani attraversano cicli di sonno con fasi distinte. La fase che ci interessa di più si chiama REM — dall’inglese Rapid Eye Movement, ovvero movimento rapido degli occhi — ed è il momento in cui il cervello è più attivo, le immagini oniriche più vivide, e i muscoli sono in uno stato di inibizione parziale che impedisce di agire fisicamente i sogni.

Durante la fase REM il cervello del cane elabora le esperienze della giornata: l’inseguimento in giardino, l’incontro con l’altro cane al parco, il richiamo del padrone. Tutto questo materiale viene riorganizzato, consolidato nella memoria, e — esattamente come accade agli esseri umani — può trasformarsi in sogni che producono suoni e movimenti.

L’ululato nel sonno è quasi sempre un’espressione vocale che emerge durante questa fase. Non è una scelta consapevole: il cane non sta decidendo di comunicare qualcosa. È il suo sistema nervoso che, con l’inibizione motoria parzialmente abbassata, lascia filtrare verso l’esterno una parte di ciò che sta “vivendo” internamente.

Perché proprio l’ululato, e non solo l’abbaio

Qui sta la parte più affascinante, e spesso meno compresa. L’ululato è uno dei comportamenti comunicativi più antichi del cane, condiviso con il suo antenato selvatico, il Canis lupus. Serve a mantenere il contatto a distanza con il branco, a segnalare la propria posizione, a rispondere a suoni che provengono da lontano.

Nel sogno, il cervello del cane può rielaborare stimoli acustici registrati durante la giornata — il suono di una sirena sentita in lontananza, il vento che fischiava tra i palazzi, la voce di qualcuno che chiamava da un altro piano — e rispondervi attivando la risposta ancestrale: l’ululato appunto. Non c’è paura, non c’è dolore, non c’è un pericolo reale. C’è un’elaborazione notturna di esperienze sensoriali.

Questo spiega perché i cani che durante il giorno sono esposti a più stimoli sonori — quelli che vivono vicino a strade trafficate, cantieri, o in case con bambini molto vivaci — tendono a produrre più vocalizzazioni nel sonno. Il materiale di lavoro è semplicemente più abbondante.

In 60 secondi: come distinguere il sogno da qualcosa che merita attenzione

Prima di intervenire, osserva. Sessanta secondi di osservazione silenziosa ti danno informazioni preziose.

1. Guarda la postura generale

Un cane che sogna è disteso su un fianco o raggomitolato, con i muscoli fondamentalmente rilassati. Le zampe possono muoversi come se stesse correndo, ma non c’è tensione diffusa nel corpo. Il mantello non è irto. La coda, se visibile, può muoversi leggermente o restare ferma.

2. Ascolta il ritmo del suono

L’ululato del sogno tende a essere irregolare: inizia, si interrompe, riprende, si spegne da solo. Non è un suono continuo e prolungato. Se invece l’ululato è sostenuto, costante e il cane sembra sveglio ma disorientato, il contesto cambia.

3. Conta la frequenza respiratoria

Durante la fase REM il respiro può accelerare o diventare irregolare: è normale. Se però noti che il cane fa fatica a respirare, che le narici si dilatano in modo anomalo o che c’è un gorgoglio, smetti di osservare e avvicinati.

4. Aspetta il risveglio spontaneo

Nella stragrande maggioranza dei casi, il cane che ulula nel sonno si sveglia da solo dopo pochi secondi, si guarda intorno con aria leggermente confusa, si lecca il naso e torna a dormire. Questo risveglio calmo e rapido è il segno più rassicurante che tu possa vedere.

La trappola della sveglia improvvisa

L’istinto di chi ama il proprio cane è spesso quello di svegliarlo quando lo sente ululare nel sonno, con l’intenzione di “salvarlo” da un brutto sogno. È una trappola affettuosa, ma può diventare controproducente per almeno due ragioni.

La prima: un cane svegliato di soprassalto durante la fase REM può reagire con un riflesso di difesa — un ringhio, uno scatto — non perché sia aggressivo, ma perché il sistema nervoso non ha ancora completato il passaggio tra sonno e veglia. Non è colpa sua, e non è un segnale di carattere problematico. È semplicemente fisiologia.

La seconda: il sonno REM svolge un ruolo importante nella elaborazione emotiva e nel consolidamento della memoria. Interromperlo sistematicamente, notte dopo notte, non è nell’interesse del cane.

Se proprio vuoi fare qualcosa, avvicinati piano, parla con voce molto bassa e calma senza toccarlo, e lascia che sia il suono della tua voce — familiare, rassicurante — a guidarlo verso il risveglio in modo graduale. Solo se necessario, un tocco lento e leggero sul fianco, non sulla testa.

Quanto è frequente? La soglia da tenere a mente

Non esiste un numero universale di “ululati per notte” che segni automaticamente un problema. Quello che conta è il cambiamento rispetto alle abitudini del tuo cane.

Se il tuo cane ha sempre vocalizzato nel sonno — qualche mugugno, qualche ululato ogni tanto — e continua a farlo con la stessa frequenza, probabilmente è semplicemente un cane che sogna in modo vivace. Alcune razze, tra cui i Basset Hound, i Beagle, i Siberian Husky e i Greyhound, sono storicamente più inclini all’ululato anche da svegli, e questa predisposizione vocale si riflette spesso anche nel sonno.

Se invece le vocalizzazioni notturne sono comparse di recente, sono diventate molto più frequenti, oppure si accompagnano ad altri cambiamenti — il cane dorme male, è irrequieto durante il giorno, ha perso appetito, mostra dolore quando si alza — allora il cambiamento merita attenzione.

Il sonno del cane in casa italiana: alcune variabili concrete

Il contesto in cui dorme il cane influenza la qualità del suo sonno e, indirettamente, la frequenza dei sogni vividi.

Nei mesi più freddi, quando i termosifoni sono accesi e le finestre restano chiuse, i suoni della strada filtrano in modo diverso rispetto all’estate con le persiane aperte. Un cane che in estate dormiva in un sottofondo sonoro costante — traffico, voci, motorini — in inverno può trovarsi in un ambiente più silenzioso di notte, e reagire più intensamente a qualsiasi suono improvviso che arriva dall’esterno: un’ambulanza, un camion, il fischio di un treno lontano. Tutto questo può entrare nel sogno e diventare materiale per un ululato.

Al Nord, nelle case con doppi vetri e coibentazione più spessa, il cane tende ad avere notti più silenziose. Al Sud, dove le abitazioni spesso conservano più permeabilità acustica — finestre più sottili, balconi aperti anche di sera in primavera e autunno — il repertorio sonoro notturno è più ricco, e i cani tendono a vocalizzare di più nel sonno.

Chi vive in montagna o in zone rurali può notare che il cane reagisce a suoni che per noi sono impercettibili: il verso di un animale selvatico lontano, il vento tra gli alberi, un rumore proveniente da un campo vicino. L’udito del cane percepisce frequenze che l’orecchio umano non registra, e questi suoni possono entrare nel sogno in modo diretto.

Vale anche la variabile della posizione in casa: un cane che dorme in corridoio, vicino alla porta d’ingresso, è esposto a più stimoli acustici di uno che dorme in una stanza interna. Non è necessariamente un problema, ma è utile tenerlo a mente quando si valuta la frequenza delle vocalizzazioni notturne.

Età e ululato nel sonno: cosa cambia nel tempo

I cuccioli tendono a vocalizzare di più nel sonno rispetto agli adulti. Il loro sistema nervoso è ancora in fase di sviluppo e la fase REM è più lunga e intensa: è durante il sonno che si consolidano buona parte degli apprendimenti della giornata. Un cucciolo che ulula, piagnucola o si agita nel sonno è quasi sempre un cucciolo che sta semplicemente crescendo.

Anche i cani anziani possono mostrare un aumento delle vocalizzazioni notturne, ma in questo caso le cause possono essere più varie. Con l’età il sonno si fa più frammentato, e alcuni cani possono svegliarsi durante la notte in modo disorientato, vocalizzando non perché sognino ma perché si trovano in uno stato di veglia parziale. Se hai un cane con più di otto-dieci anni e noti che le vocalizzazioni notturne sono aumentate e si accompagnano a disorientamento al risveglio, ne vale la pena parlarne con il veterinario.

Prevenire i risvegli notturni: abitudini che aiutano

  • Assicura un posto fisso e riparato. Un angolo che il cane riconosce come suo, lontano da correnti d’aria e da fonti di luce diretta, favorisce un sonno più stabile.
  • Non saltare il momento di attività serale. Un cane che ha scaricato energia fisica e mentale nel tardo pomeriggio si addormenta più facilmente e dorme in modo più regolare.
  • Riduci gli stimoli acustici nelle ultime ore. Televisione ad alto volume, musica intensa o voci animate vicino all’area di riposo del cane possono aumentare il materiale che viene elaborato durante la notte.
  • Rispetta i cicli: non svegliarlo senza motivo. Se il cane dorme, lascialo dormire. I risvegli ripetuti frammentano il sonno e possono aumentare l’agitazione notturna.
  • Osserva le variazioni, non il singolo episodio. Tieni a mente come dorme di solito. Il cambiamento rispetto alla norma è il dato più utile che puoi raccogliere.

Il sogno non è un disturbo. È il modo in cui il cervello del cane fa ordine — e a volte, di notte, lo si sente fare.

Questi segnali = chiamata al veterinario oggi

  • Il cane ulula nel sonno e al risveglio appare disorientato, non riconosce l’ambiente o non risponde al richiamo per più di qualche minuto.
  • Le vocalizzazioni notturne sono apparse di colpo, senza cambiamenti evidenti nella routine quotidiana.
  • Durante o dopo l’episodio il cane mostra rigidità muscolare, movimenti convulsivi o perde il controllo della vescica.
  • Il cane manifesta segni di dolore quando si alza, cammina male o evita di appoggiarsi su un lato.
  • Le vocalizzazioni notturne si accompagnano a perdita di appetito, aumento della sete, o calo evidente di energia durante il giorno.
  • Il cane è anziano e il cambiamento nelle abitudini di sonno è progressivo e non spiegato da variazioni ambientali.

Fonti

Elisabetta Cremonesi

Elisabetta Cremonesi scopre l'amore per gli animali adottando il suo primo coniglio nano. Aggiungendo progressivamente tartarughe e uccellini, approfondisce salute, cure e comportamenti di specie diverse. Oggi gestisce una piccola pensione per animali e scrive divulgando le migliori pratiche per mantenere gli animali domestici felici e sani ogni giorno.

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